SANREMO – FESTIVAL DI LETTERE E ARTI SCENICHE SOLEA’ – DAL 24 AL 26 SETTEMBRE 2026 (VIDEO E FOTO)

LA SFIDA, LA PAROLA, LA CITTÀ: PERCORSI TRA LETTERATURA E AZZARDO

LINK VIDEO – ENZA DEDALI – – https://youtu.be/8y1ZZOsnwoU?si=4rJH2gMaAnCiAYGD

LINK VIDEO – ANGELO GIACOBBE https://youtu.be/jr_s_afdR2Y?si=ErYZH8rxBRKvCH2i

LINK VIDEO – WALTER VACCHINOhttps://youtu.be/G-GsvBPAx14?si=3UY1oWB0cxcGm24m

Torna Soleá, il Festival che quest’anno festeggia la decima edizione talk, performance e proiezioni dedicati all’emozione e all’inquietudine del gioco d’azzardo. Uno speciale focus sullo scrittore Tommaso Landolfi

Il Festival di lettere e arti sceniche Soleá nasce nel 2016 da una scommessa: che l’astrazione della parola letteraria potesse misurarsi con la concretezza della città, uscire dalle pagine stampate e abitare i luoghi che i cittadini di Sanremo vivono quotidianamente. A dieci anni di distanza la scommessa non è soltanto una sfida culturale ma l’autentico oggetto della manifestazione, in programma da giovedì 24 a sabato 26 settembre.

La decima edizione di Soleá, realizzata da CMC/Nidodiragno Produzioni per la direzione artistica di Angelo Giacobbe e con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Sanremo, sceglie il gioco d’azzardo quale terreno di esplorazione e metafora dei nostri tempi.

L’edizione 2026 di Soleá propone tre giorni di talk, performance, proiezioni cinematografiche e altre esperienze dedicate all’emozione e all’inquietudine del gioco d’azzardo, alle atmosfere affascinanti e torbide, dalle tinte noir, che permeano i luoghi del gioco. Un percorso che intreccia narrativa, cinema e spettacolo dal vivo – aprendo per la prima volta anche alla danza – in uno stretto rapporto con la città, intrecciando le suggestioni delle sale da gioco del cinema americano alle riflessioni sul caso che vengono dalla letteratura e dal teatro.

Sanremo, la cui storia è scritta anche nelle pietre del suo Casinò, diventa ancora una volta il perfetto scenario per indagare l’anima e l’esperienza di chi gioca i propri soldi e di chi gioca le proprie parole. Una similitudine di grande fascino e mistero, vivace e inquietante al contempo.

Dopo il focus dedicato a Walter Benjamin nel 2025, l’approfondimento di quest’anno si sviluppa intorno a Tommaso Landolfi, raffinato intellettuale e assiduo frequentatore di Sanremo e del suo Casinò, scrittore che, più di ogni altro, rappresenta la sintesi delle sfide di questa edizione: un paroliere di strabiliante abilità e, al contempo, un giocatore accanito.

Autore prolifico e versatile, che si è misurato con la narrativa e la saggistica, la critica letteraria e la traduzione, perfino il teatro e la lirica, Landolfi ha saputo giocare con la lingua, sfidando in modo provocatorio le regole della grammatica. Il lato oscuro della sua biografia è il gioco d’azzardo, passione sviluppata fin dagli anni dell’Università, dipendenza che si riverbera in molte pagine delle sue opere. Anche i diari rappresentano una spietata e lucidissima cronaca della perdita, non soltanto economica ma intesa come vera e propria condizione esistenziale. Italo Calvino, tra i suoi primi e più attenti lettori, definisce così il rapporto di Landolfi con la letteratura: “il gesto di chi impegna tutto sé stesso in ciò che fa e nello stesso tempo il gesto di chi butta via”.

Il programma è intenso ed articolato.

Ad aprire le tre giornate dell’edizione 2026 di Soleá sono, la mattina alle 11.00, al Cinema Ariston Ritz (Via Matteotti 212), le proposte cinematografiche: gli sguardi autoriali di alcuni grandi registi che hanno raccontato le contraddizioni legate al gioco e ai suoi luoghi.

  • Giovedì 24 settembre: primo atto con Casinò di Martin Scorsese (1995), avvincente storia di crimine e violenza con Robert De Niro, Sharon Stone e Joe Pesci (Golden Globe e Nastro d’Argento a Dante Ferretti per la Migliore scenografia);
  • Venerdì 25 settembre: Mississippi Grind, diretto da Anna Boden e Ryan Fleck (2015), viaggio on the road attraverso il Sud degli Stati Uniti di due giocatori di poker (Ryan Reynolds e Ben Mendelsohn) alla ricerca del denaro perduto;
  • Sabato 26 settembre: chiude il trittico Il collezionista di carte di Paul Schrader (2021), spietato ritratto dell’ambiguo rapporto degli americani con il gioco d’azzardo.

Soleá entra, quindi, per la prima volta nel tempio dello spettacolo sanremese (alcuni eventi della giornata conclusiva si svolgono anch’essi nella sala del Cinema Ariston Ritz). Una preziosa collaborazione, nata dalla sensibilità di Walter Vacchino, che testimonia una significativa sinergia cittadina e aggiunge prestigio a questa decima edizione.

La giornata d’apertura, giovedì 24 settembre, prevede alle 18.00, al Crikkot Bistrot (Corso Imperatrice 48) – l’ex En plein, luogo emblematico di una certa Sanremo che incrociava i propri destini con quelli del vicino Casinò – l’inedito talk “Controbuio. Vivere e morire al casinò di Sanremo”, dal titolo del libro dello scrittore Orso Tosco.

L’incontro non si esaurisce nella forma della semplice presentazione letteraria, ma schiude una finestra su una Sanremo magnetica e vibrante. Una città che a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 è stata teatro di fervore politico, strisce d’ombra e suggestioni romantiche. A dare respiro a questo racconto corale sono Orso Tosco insieme a Renato Bergonzi, sociologo e raffinato cantore del territorio; Roberto Berio, per lungo tempo anima e caporedattore de Il Secolo XIX; e lo scrittore Romano Lupi, attento custode della memoria cittadina. Sull’onda dei ricordi e della narrativa dialogano con loro Claudia Claudiano, giornalista e operatrice culturale, e Angelo Giacobbe, direttore artistico di Soleá.

Forte del successo delle ultime edizioni, torna a caratterizzare Soleá il format della visita guidata. Il luogo da (ri)scoprire, questa volta, è il Casinò di Sanremo (Corso Inglesi 18), il magnifico palazzo in stile Liberty progettato dall’architetto francese Eugène Ferret, che vantava alcuni arredi sul tema delle carte da gioco realizzati da Gio Ponti, designer tra i più creativi del secondo Novecento italiano. “Dietro le quinte dell’azzardo” è il titolo della visita che avrà luogo venerdì 25 settembre alle 11.00: una passeggiata alla scoperta di segreti, aneddoti e luoghi nascosti del Casinò con la preziosa guida di Mauro Laura, ex croupier e promotore culturale. Per la visita guidata è richiesta la prenotazione su Eventbrite.it.

Nella stessa giornata di venerdì alle 21.00, al Teatro del Casinò di Sanremo, è di scena INRI – Echi landolfiani tra sacro e quotidiano, uno spettacolo di teatro-danza liberamente ispirato al racconto Le due zittelle di Tommaso Landolfi. Prodotto dalla compagnia Zerogrammi, lo spettacolo è scritto da Fabio Chiriatti e interpretato da Chiara Guglielmi e Stefano Mazzotta (che firma anche musiche, luci, scene e costumi). I personaggi del racconto, dai colori grotteschi e paradossali, si muovono sulla scena in un percorso temporale che imita quello di una sgangherata liturgia e trasformano in danza le parole e il silenzio, il sacro e il profano, la crudeltà e la tenerezza di una religione al confine tra spiritualità e bigottismo.

Sabato 26 settembre, alle 18.00 al Cinema Ariston Ritz, si entra nel vivo del focus dedicato a Tommaso Landolfi con il talk “Le regole del gioco. Fiches, destini e parole: l’ossessione della sorte nella traiettoria di Landolfi e Calvino”. Ad approfondire i legami tra narrativa e gioco, esplorando le convergenze tra Landolfi e Calvino, alcuni intellettuali e artisti che porteranno le loro diverse prospettive: Elena Arnone, curatrice della rivista del Centro Studi Landolfiani; Davide Belgradi, ricercatore che si è dedicato in particolare a Landolfi e Calvino; la storica dell’arte Letizia Lodi, studiosa delle contaminazioni tra arte e letteratura; l’autore e regista televisivo Giuseppe Sansonna; Stefano Verdino, critico letterario; il regista teatrale Carlo Sciaccaluga; Clemente Tafuri, direttore artistico di Teatro Akropolis. Conduce l’incontro Rosalba Ruggeri.

La giornata, e la decima edizione di Soleá, si chiudono alle 21.00, sempre al Cinema Ariston Ritz, con Ventiquattro ore nella vita di una donna, reading tratto dall’omonima novella di Stefan Zweig che vede protagoniste la bravissima Sara Bertelà (voce narrante) e Chiara Di Benedetto (violoncello, elettronica, voce).

“E proprio lì, in un casinò, ebbero inizio le ventiquattro ore, più eccitanti di qualunque gioco, che avrebbero sconvolto per anni la mia esistenza”.

Una gentildonna inglese racconta le sue ore trascorse a Montecarlo in un casinò, l’incontro con un giovane devastato dalla febbre del gioco, la riscoperta della vita e il desiderio della morte. Scrittore tra i più apprezzati del primo Novecento, austriaco di famiglia ebraica costretto a cercare rifugio prima a Londra e poi a New York dopo la messa al rogo delle sue opere nel 1934, Stefan Zweig coniuga in quest’opera, con assoluta maestria, suspense e introspezione.

L’adattamento reca la firma di Francesco Scarrone, autore e drammaturgo per il cinema e il teatro.

Come avvenuto per le precedenti edizioni, anche quest’anno l’immagine grafica del Festival porta una firma artistica, quella di Agostino Mollo e Paolo Tomei dello Studio Nduja, con la supervisione della comunicazione visiva di Francesco Carlucci.

Tutti gli appuntamenti in programma sono a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili, a eccezione delle proiezioni presso il Cinema Ariston Ritz (ingresso 5 €, abbonamento 3 ingressi 9 €).

Per la visita guidata al Casinò di Sanremo (25 settembre, ore 11.00) è richiesta la prenotazione su Eventbrite.it.

Per ulteriori informazioni:

📧 info@nidodiragno.it

📞 393 8753637 (telefono e WhatsApp)

IL PROGRAMMA DI SOLEÀ

Giovedì 24 settembre

Ore 11.00, Cinema Ariston Ritz (Via Matteotti 212)

Casinò

di Martin Scorsese (1995)

con Robert De Niro, Sharon Stone, Joe Pesci

(Ingresso a pagamento, 5 €)

Ore 18.00, Crikkot Bistrot (Corso Imperatrice 48)

Controbuio. Vivere e morire al casinò di Sanremo

Talk Tra luci, ombre e tavoli verdi: viaggio nella Sanremo magnetica degli anni ’80 con Orso Tosco (autore del libro)

Renato Bergonzi (sociologo)

Roberto Berio (giornalista)

Romano Lupi (scrittore)
Conducono Claudia Claudiano e Angelo Giacobbe

Venerdì 25 settembre

Ore 11.00, Cinema Ariston Ritz

Mississippi Grind

di Anna Boden, Ryan Fleck (2015)

con Ryan Reynolds, Ben Mendelsohn

(Ingresso a pagamento, 5 €)

Ore 11.00, Casinò di Sanremo (Corso Inglesi 18)

Dietro le quinte dell’azzardo

Passeggiata tra segreti, aneddoti e luoghi nascosti del Casinò

A cura di Mauro Laura (ex croupier e promotore culturale)

Evento su prenotazione tramite Eventbrite.it

Ore 21.00, Teatro del Casinò di Sanremo

INRI – Echi landolfiani tra sacro e quotidiano

Spettacolo di teatro danza liberamente ispirato al racconto Le due zittelle di Tommaso Landolfi

Drammaturgia di Fabio Chiriatti

con Chiara Guglielmi e Stefano Mazzotta

Musiche, luci, scene e costumi di Stefano Mazzotta

Produzione Zerogrammi

Sabato 26 settembre

Ore 11.00, Cinema Ariston Ritz

Il collezionista di carte

di Paul Schrader (2021)

con Oscar Isaac, Tiffany Haddish, Willem Dafoe

(Ingresso a pagamento, 5 €)

Ore 18.00, Cinema Ariston Ritz

Le regole del gioco

Talk Fiches, destini e parole: l’ossessione della sorte nella traiettoria di Landolfi e Calvino

con Elena Arnone (docente di Letteratura), Davide Belgradi (ricercatore, scrittore), Letizia Lodi (storica dell’arte), Giuseppe Sansonna (autore e regista televisivo), Stefano Verdino (critico letterario), Carlo Sciaccaluga (regista teatrale), Clemente Tafuri (regista teatrale)

Conduce l’incontro Rosalba Ruggeri

Ore 21.00, Cinema Ariston Ritz

Ventiquattro ore nella vita di una donna

Reading dalla novella di Stefan Zweig

con Sara Bertelà (voce narrante) e Chiara Di Benedetto (violoncello, elettronica, voce)

GLI OSPITI DI SOLEÀ

Scrittore e sceneggiatore, Orso Tosco (1982) ha pubblicato racconti, romanzi e poesie. Tra le sue opere figurano Aspettando i naufraghi (2018), Dall’inferno. Due reportage letterari (2021, scritto insieme a Cosimo Argentina), London Voodoo (2022) e Nanga Parbat. L’ossessione e la montagna nuda (2023).

Per Rizzoli ha dato vita alla serie noir incentrata sul personaggio di Gualtiero Bova, inaugurata con L’ultimo pinguino delle Langhe — romanzo con cui si è aggiudicato il Premio Giorgio Scerbanenco — e proseguita con La controra del Barolo. Recente è Controbuio. Vivere e morire al casinò di Sanremo.

Caporedattore del Secolo XIX, già direttore di tre tv private locali Roberto Berio è stato anche ufficio stampa per il Comune di Sanremo per quattro edizioni del Festival della canzone italiana. Vanta inoltre esperienze come manager nel settore alberghiero e della ristorazione, attualmente consulente in comunicazione e pubbliche relazioni e presidente della rete d’impresa Sanremo On.

Consulente di organizzazione aziendale nell’ambito del comportamento organizzativo, Renato Bergonzi è stato dirigente nei Comuni di Ventimiglia e Sanremo.

Nel campo della saggistica ha pubblicato Inchiesta Giovani, sulla condizione giovanile nel Comune di Ventimiglia, Inchiesta anziani, sulla popolazione anziana a Camporosso, e I bambini e la TV, indagine sui bambini tra i 6 e gli 11 anni.

Per la narrativa è autore dei romanzi Nulla sanno, Dolce non è, La luce su in paese, vincitore del Premio Nazionale “Parole di Terra” 2014, Storia di orti, funerali e comunisti  e La reputazione.

Il giornalista Romano Lupi, tre lauree all’attivo (Filosofia, Storia e DAMS), è il direttore del “Mellophonium”, il periodico del Centro Studi Musicali “Stan Kenton” di Sanremo. Insieme a Riccardo Mandelli ha scritto Il libro nero del Festival di Sanremo (2016), Sanremo segreta. Luoghi, storie e personaggi (2018) e Sanremo tenebra (2025) e con Franco D’Imporzano Sanremando tra cronaca e storia (2004); ha inoltre pubblicato La città visibile. Luoghi e personaggi di Sanremo nella storia della letteratura italiana.

Organismo di produzione culturale fondato nel 2001 e diretto dal coreografo Stefano Mazzotta, la compagnia Zerogrammi allude nel nome a una leggerezza di matrice calviniana, un ideale estetico che si manifesta nell’atto di sottrarre per arrivare all’essenza. La sua ricerca drammaturgica e coreografica attraversa contesti e linguaggi differenti (letteratura, arti plastiche, fotografia, video) e si traduce non soltanto in spettacoli ma anche in prodotti editoriali, progetti filmici, percorsi di formazione e residenze. Tra i numerosi riconoscimenti conquistati spiccano il Premio Hystrio (2013) e il Premio Danza & Danza (2021).

Elena Arnone si è formata presso le Università di Pavia, Siena e Losanna, con le quali tuttora collabora. Curatrice della rivista del Centro Studi Landolfiani “Diario perpetuo”, concentra le sue ricerche sugli epistolari (in particolare i carteggi di Franco Fortini), gli studi testuali genetici e, più in generale, la critica e la cultura letteraria del Novecento.

Davide Belgradi vive in Friuli, dove insegna italiano e storia a scuola. Il suo dottorato di ricerca è stato dedicato all’opera di Italo Calvino, Tommaso Landolfi e Anna Maria Ortese. A questo percorso di ricerca si affianca il suo interesse per la poesia italiana contemporanea. A Udine ha fondato Scart, un gruppo dedicato allo studio della poesia contemporanea.

La storica dell’arte Letizia Lodi si è occupata, per conto del Ministero della Cultura, di numerosi musei tra cui la Galleria di Palazzo Reale di Genova, il Museo della Certosa di Pavia, il Museo Nazionale di Ravenna, le collezioni della Pinacoteca di Brera.

Autrice di numerose pubblicazioni di storia dell’arte e di museologia, ha sempre affiancato alla gestione dei musei l’insegnamento universitario e la curatela di mostre sul patrimonio lombardo, ligure ed emiliano.

Si è occupata anche della contaminazione tra arte e letteratura, dedicandosi in particolare agli scritti sulle arti di Italo Calvino e curando la mostra “Lettere a un amico: Bibi Lodi, gli amici scrittori, la Liguria”, con una sezione dedicata a Tommaso Landolfi.

Autore e regista televisivo, Giuseppe Sansonna ha realizzato per Rai, Sky e La7 documentari dedicati a personaggi molto diversi tra loro, tra cui Zdeněk Zeman, Tomas Milian, Carmelo Bene, Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli e Alberto Savinio. Dal 2018 è autore e regista del programma Di là dal fiume e tra gli alberi, in onda su Rai 5 e Rai 3. Autore di recensioni cinematografiche per “Linus”, ha pubblicato Hollywood sul Tevere. Storie scellerate (2016), raccolta di biografie di alcune star dello spettacolo italiano.

Stefano Verdino insegna Letteratura italiana all’Università di Genova. Direttore della rivista “Nuova corrente” e redattore di “Resine”, collabora a “Poesia”. Si è occupato di poesia contemporanea (Montale, Caproni, Viviani), di autori del primo Ottocento (Manzoni, Leopardi, Romani) e del Tasso. Ha curato per i Meridiani Mondadori l’opera poetica di Mario Luzi (1998). Tra le sue pubblicazioni figurano Storia delle riviste genovesi (1993), Il racconto della poesia (2003), Il Torrismondo del Tasso (2007), Genova reazionaria. Una storia culturale della Restaurazione (2012).

Regista e attore, Carlo Sciaccaluga ha diretto oltre trenta spettacoli per i Teatri Nazionali di Genova, Roma e Napoli, lo Stabile di Catania e il Teatro Biondo di Palermo, ma anche per il Turkistan Muzikalik Drama Teatri in Kazakistan e il Teatro Nazionale Sperimentale di Tirana in Albania. Ha collaborato con Davide Livermore al Teatro Regio di Parma e alla Sydney Opera House. In qualità di traduttore, inoltre, ha tradotto opere teatrali dal tedesco e dall’inglese.

Clemente Tafuri è scrittore (i suoi romanzi sono editi da Einaudi e ha pubblicato saggi e articoli su volumi e riviste specializzati) ma anche autore e regista teatrale e cinematografico. Nel 2001 ha fondato Teatro Akropolis, di cui è direttore artistico e di cui dirige le produzioni teatrali e cinematografiche.

Sara Bertelà, diplomatasi alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, ha lavorato con alcuni tra i registi più prestigiosi della scena teatrale italiana, tra cui Anna Laura Messeri (Il furfantello dell’ovest), Marco Sciaccaluga (La buona moglie, Come vi piace, La famiglia dell’antiquario), Gianfranco De Bosio (L’avaro, La Moscheta), Gabriele Lavia (Platonov), Massimo Castri (Amoretto), Valerio Binasco (Re Cervo, Family Voices, Sei personaggi in cerca d’autore) e Cristina Pezzoli (Il lungo pranzo di Natale, La scuola delle mogli, Il principe travestito). Tra i riconoscimenti il Premio Duse come Migliore attrice giovane.

Giovane violoncellista freelance, Chiara Di Benedetto si è formata al Conservatorio Ghedini di Cuneo. Nel 2015 ha fatto parte dell’Orchestra del Festival della canzone di Sanremo, di cui era la più giovane musicista. Più recentemente ha partecipato al lungo tour Peter Pan del cantante Ultimo, insieme alla collega violinista Anaïs Drago e figura in varie formazioni live dell’attore Neri Marcorè.

IL FOCUS DI SOLEÀ: TOMMASO LANDOLFI

Tommaso Landolfi ha saputo giocare con la lingua, plasmando le regole della grammatica, alternando tradizione e sperimentazione, sfidando in modo sorprendente e provocatorio le risorse del linguaggio.

I temi delle sue opere spaziano dal fantastico al grottesco, dall’illogico all’assurdo. Il suo profondo scetticismo nei confronti della realtà si esprime con il ricorso al gioco, allo scherzo e all’ironia, dissacrante e inarrestabile.

Nato nel 1908 a Pico (piccolo comune laziale, allora in provincia di Caserta), Landolfi cresce in una famiglia meridionale di antica nobiltà. Rimasto ben presto orfano della madre, trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra il paese natale e Roma. Si iscrive alla Facoltà di Lettere, prima a Roma e poi a Firenze, dove si laurea nel 1932 con una tesi sulla poetessa russa Anna Achmatova.

Nel periodo universitario sviluppa la sua passione per il gioco: una dipendenza il cui riverbero si scopre in molte pagine delle sue opere, che lo accompagnerà fino alla morte.

A Firenze si avvicina agli intellettuali del Caffè Giubbe Rosse. Insieme agli amici Montale, Bo, Gadda, Bonsanti, Pratolini, Luzi e altri diventa un protagonista della vita culturale cittadina. Grazie a queste frequentazioni collabora con le più importanti riviste fiorentine e romane, pubblicando racconti, testi critici e traduzioni.

Autore prolifico e versatile, si misura con la narrativa e la saggistica, la critica letteraria e la traduzione, il teatro e la lirica. Nell’eterogeneo universo dei suoi lavori, la forma concisa del racconto è certamente la prediletta. Esordisce, infatti, nel 1937 con la raccolta di racconti Dialogo dei massimi sistemi, seguita nel 1939 dal romanzo La pietra lunare e dai racconti Il Mar delle Blatte.

Ai suoi libri d’esordio fanno seguito La spada (1942), Il principe infelice (1943), Le due zittelle (1946), Racconto d’autunno (1947), Cancroregina (1950), Ombre (1954), La raganella d’oro (1954), Ottavio di Saint-Vincent (1958), Mezzacoda (1958), Se non la realtà (1960), Racconti (1961), In società (1962).

Un titolo scritto tutto in maiuscolo, LA BIERE DU PECHEUR, introduce la prima raccolta diaristica, pubblicata nel 1953. Torna al diario negli anni Sessanta con Rien va e Des mois. Sono pagine in cui realtà e finzione si confondono in un gioco senza fine.

Nel 1955 sposa una donna molto più giovane dalla quale ha due figli, Maria Idolina e Landolfo, e si trasferisce con la famiglia sulla Riviera ligure, prevalentemente a Sanremo, alternando i soggiorni in questa regione con quelli a Roma e nel paese natio.

Nel 1963 esce la celebre raccolta Tre racconti e nel 1966 Racconti impossibili, composto in una lingua giudicata incomprensibile, che suscita perplessità e dibattiti.

Nel 1975, con la raccolta A caso, conquista il Premio Strega, al quale si affiancano, nel corso della sua carriera, tutti i più importanti premi letterari italiani (Viareggio, Bagutta, Campiello tra gli altri).

Dagli anni Quaranta inizia un’intensa attività di traduzione, che lo vede impegnarsi con gli autori russi (tra cui Dostoevskij, Puškin, Gogol’, Tolstoj), tedeschi (Novalis, i Grimm, Hofmannsthal) e francesi (Mérimée, Nodier). Negli ultimi vent’anni di vita si avvicina anche alla drammaturgia e alla lirica, a conferma della sua instancabile curiosità.

Alla sua morte (1979) il patrimonio letterario diviene oggetto di studio ad opera della figlia Idolina, che si occuperà per tutta la vita della promozione dei testi paterni, fondando nel 1996 il Centro Studi Landolfiani.

Nel 1982 esce Le più belle pagine di Tommaso Landolfi, scelte da Italo Calvino, e inizia la ristampa delle sue opere.

La redazione