INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “HO PAURA DEL BUIO” GALLERIA CIVICA PIGNA DI SANREMO

Venerdì l’inaugurazione della mostra “Ho paura del buio” alla galleria civica della Pigna

Sarà inaugurata venerdì 17 luglio, alle ore 18 alla galleria civica della Pigna, la mostra di Elvis Furlan dal titolo “Ho paura del buio”. L’esposizione, allestita nei locali in via Palma 16,  ha ricevuto il patrocinio del Comune di Sanremo.

La Pigna si conferma come punto di incontro e luogo di interesse dove organizzare iniziative di tipo artistico e culturale – dichiara l’assessore alla cultura Enza DedaliL’estate sanremese è infatti ricca di appuntamenti, alcuni dei quali dedicati anche alle famiglie e ai bambini, che vedono protagonista il nostro centro storico, che con la sua storia e architettura fa da cornice ideale a questo tipo di iniziative”.

La mostra, con orario dalle ore 18 alle 22, rimarrà visitabile fino al prossimo 8 agosto.

Esiste una geografia invisibile che continua ad abitare ogni essere umano – spiega Elvis FurlanNon compare sulle mappe, non conosce indirizzi. È fatta di stanze che ritornano, di volti che il tempo trasforma senza cancellare, di silenzi capaci di custodire intere generazioni. Ho paura del buio nasce da questo luogo. Le opere prendono forma da immagini appartenute alla mia famiglia, ma rinunciano al racconto privato per cercare qualcosa di più fragile e universale. La memoria si dissolve, si sovrappone, si deforma. Ciò che resta non è il ricordo di qualcuno, ma la possibilità che ogni volto diventi il nostro. Il buio non è una fine. È lo spazio in cui le immagini perdono il loro nome e iniziano una seconda vita. Qui il tempo smette di essere una linea e diventa una materia che si piega, si stratifica, ritorna. Ogni opera è una soglia tra presenza e assenza, tra ciò che è stato e ciò che continua ostinatamente ad abitare il nostro sguardo”.

Questa mostra non cerca risposte – conclude l’artista – Invita piuttosto a sostare in quel luogo indefinibile dove la memoria smette di appartenere al passato e diventa un gesto, un respiro, un’eredità invisibile. Forse ogni famiglia custodisce un archivio segreto. Non fatto di fotografie, ma di luce. Una luce così antica da avere bisogno del buio per continuare a esistere nel profondo di ognuno di noi”.

La redazione