ELEONORA PUGLIA AI MARTEDI’ LETTERARI CON IL SUO LIBRO “ZUCCHERO FILATO E FILI D’ACCIAIO”

CASINO’ DI SANREMO – 5 MAGGIO 2026 ALLE ORE 16:30 – PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ZUCCHERO FILATO E FILI D’ACCIAIO” (ARMANDO DE NIGRIS EDITORE)

Eleonora Puglia, Alba Parietti e Federico Traversa per Don Gallo, Riccardo Nencini, Mario Giordano, Gustavo Zagrebelsky, Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, il Maestro Michelangelo Pistoletto, Daniele La Corte, Luca Lo Basso, Antonio Caprarica, Serena Bortone, Marcello Veneziani, Andrea Vitali, Concita de Gregorio, Maurizio De Giovanni sono i protagonisti della stagione primaverile – estiva di Martedì Letterari.

Dopo la ricca stagione invernale continua l’appuntamento con i Martedì Letterari del Casinò di Sanremo, con una rosa di 15 appuntamenti da maggio a fine agosto. 

“Tematiche che si rinnovano di appuntamento in appuntamento e personaggi che scrivono pagine della nostra cultura contemporanea. Sono questi gli elementi determinanti dei Martedì Letterari che anche per l’estate 2026 tornano in riva al mare. Sei prestigiosi incontri che si uniscono al calendario eventi cittadino per coniugare divertimento e appagamento letterario nella diversificata offerta di momenti piacevoli anche serali. La scelta degli ospiti da Antonio Caprarica a Maurizio De Giovanni a Concita De Gregrio, a Serena Bortone a Marcello Veneziani ad Andrea Vitali permettono di godere di grandi narratori sotto le stelle e con il profumo del mare. Ringraziamo tutti i prestigiosi autori presenti nella nostra rassegna primaverile ed estiva e l’affezionato pubblico.” Afferma il Presidente e Amministratore Delegato dott. Giuseppe Di Meco con i consiglieri dott.ssa Sonia Balestra e arch. Mauro Menozzi.

 Maggio si apre con la presenza di Eleonora Puglia. Il 5 maggio ore 16.30 nel teatro dell’Opera presenta il suo libro: ”Zucchero filato e fili d’acciaio” (Armando De Nigris Editore). Alle ore 16.00 inaugurazione della mostra: Catalogo dei divani leggendari – Le copertine di Buduàr messe a nudo.” in collaborazione con Luccautori e Racconti della rete.

“Zucchero filato e fili d’acciaio” è una raccolta di racconti crudi e necessari, che attraversano infanzie spezzate, amori tossici, violenze taciute e solitudini senza redenzione. Donne ferite, mai addomesticate, raccontano il proprio inferno senza chiedere pietà né assoluzioni. Dall’America profonda all’Europa più oscura, le storie si muovono tra bar dimenticati, case fatiscenti, corpi usati come merce e anime lasciate indietro da una società ipocrita e feroce. Diviso in tre sezioni – Strappo, Perdita, Inferno – il libro dà voce a chi è stato schiacciato, abusato, cancellato. Qui non esiste il politicamente corretto, né la consolazione: esistono il dolore, la rabbia, la sopravvivenza. Un manifesto letterario spietato e poetico insieme, dedicato a tutte quelle labbra cucite dalla paura, a tutte le vite spezzate che continuano ostinatamente a respirare.

Eleonora Puglia nasce in Emilia il 6 novembre 1995 ed è attrice, autrice e regista. Si forma nella danza classica e, giovanissima, entra nel mondo dell’opera lirica partecipando a produzioni come La Traviata, Turandot e Rigoletto, collaborando con compagnie prestigiose in Italia e all’estero.

A 18 anni si trasferisce a Roma per studiare recitazione, regia e sceneggiatura, perfezionando la propria formazione tra Studio Cinema e la New York Film Academy. La sua ricerca artistica unisce cinema, scrittura e narrazione contemporanea, con uno sguardo diretto e non convenzionale. Tra i lavori recenti figura il film Prendiamoci una pausa, mentre è in uscita la sua opera prima da regista, Blue, che ne conferma la voce autoriale nel cinema italiano contemporaneo. Per De Nigris Editore ha pubblicato Zucchero filato e fili d’acciaio, opera letta in anteprima da una giuria e premiata per la qualità dei contenuti al Red Carpet del Cuore di Verona, riconoscimento che valorizza il suo percorso creativo tra letteratura e immagini.

Giovedì 14 maggio ore 18.00   Alba Parietti e Federico Traversa ricorderanno il loro Don Gallo attraverso l’opera: “Don Gallo” Il Vangelo degli Ultimi (Creuza de Mar edizioni ). Si esibisce la violinista Giulia Ermirio. Partecipazione e collaborazione del dott. Vito Ladisa della Casa editrice.

C’è un’armonia ruvida e bellissima tra le pagine de Il Vangelo degli ultimi. È fatta di canti partigiani, dell’odore di macaja dei caruggi e della voce graffiante di chi non ha mai smesso di stare dalla parte degli “scarti”. Leggere le parole di Don Andrea Gallo è un atto di resistenza, ma ascoltare la musica che ha dato ritmo alle sue battaglie è un’esperienza che può toccare l’anima. (Dalla presentazione)

Martedì 19 maggio ore 16.30   Riccardo Nencini presenta: “Mai stanca di vivere. Passioni e tumulti di Oriana Fallaci (Mondadori) . Partecipa il dott. Matteo Moraglia.

A vent’anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci, Riccardo Nencini, che le fu profondamente amico, ne ricostruisce la storia personale e intellettuale, sommando i ricordi a materiali d’archivio e documenti inediti. Mai stanca di vivere è il romanzo di un’esistenza eccezionale, ricca di incontri e avventure, animata sopra ogni cosa dall’amore per la parola. “Intessuta nel fil di ferro”, decisa e orgogliosa, ma anche sensibilissima all’innesco delle passioni: Oriana Fallaci è stata protagonista e voce narrante di un pezzo del nostro Novecento. A plasmarne il carattere è l’infanzia, trascorsa in un rione popolare di Firenze. Quel quartiere tanto verace, abitato da “toscanacci”, è la prima scuola di vita per Oriana. La famiglia è povera, ma a rendere più sopportabile la miseria ci pensa la lettura, “mangiavamo pane e libri” dirà, ricordando quei giorni. Figlia di un padre convintamente antifascista, a soli quattordici anni diventa staffetta partigiana, nasconde dentro cespi di verdura armi e volantini, la sua specialità è “l’insalata farcita di bombe”. Più tardi arrivano i viaggi, gli amori, la passione per la scrittura e il giornalismo, le sfide, anche quelle più ardite. Oriana si innamora della “maledetta guerra”, la vuole raccontare, a partire dal Vietnam. Non sa rinunciare all’adrenalina che le infonde essere sul campo, testimoniare da vicino il farsi della Storia e i soprusi dei potenti. Non si tira indietro neppure quando le sue idee scatenano la riprovazione pubblica, le costano l’isolamento. A vent’anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci, Riccardo Nencini, che le fu profondamente amico, ne ricostruisce la storia personale e intellettuale, sommando i ricordi a materiali d’archivio e documenti inediti. Mai stanca di vivere è il romanzo di un’esistenza eccezionale, ricca di incontri e avventure, animata sopra ogni cosa dall’amore per la parola.

Riccardo Nencini (Mugello, 1959), storico, scrittore, già presidente della commissione cultura del Senato della Repubblica, presidente del Gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux, collabora con riviste e quotidiani. È autore di diversi saggi e romanzi. Vincitore del premio Selezione Bancarella (Il giallo e il rosa, Giunti, 1998), finalista al premio Acqui Storia (L’imperfetto assoluto, Mauro Pagliai Editore, 2009), nel 2024 ha ricevuto il premio Casentino per la letteratura. Con Marco Vichi, Sandro Veronesi, Valerio Aiolli e altri scrittori toscani ha firmato Decameron 2013 (Felici Editore, 2013). Con Franco Cardini ha scritto Dopo l’apocalisse (La Vela, 2020). Per Mondadori ha pubblicato i romanzi Solo (2021, vincitore del premio Sanremo Semeria) e Muoio per te (2024). Morirò in piedi (Mauro Pagliai Editore, 2007), il racconto degli ultimi giorni di vita di Oriana Fallaci, è stato tradotto in più lingue e rappresentato a teatro.

Martedì 26 maggio ore 16.30 Mario Giordano parlerà del suo saggio: “I re di denari. Intrighi, segreti e potere dei signori delle banche. Alle spalle dei risparmiatori (Rizzoli)

In Italia è in corso una feroce battaglia fra i grandi potenti del sistema finanziario che tocca direttamente le nostre vite. Eppure queste vicende, così importanti, sono confinate nelle pagine di finanza dei giornali, che parlano di Grande Risiko, Gioco dell’Opa, ma quasi sempre con un linguaggio incomprensibile ai più. È venuto invece il momento di smascherare le vicende economiche che stanno cambiando il volto del Paese. Mario Giordano lo fa, come se fosse un grande romanzo popolare, una saga in cui si scontrano i Nuovi Signori del Denaro, i Cavalieri della Moneta Sonante, che sono i veri potenti, oltre che i veri paperoni d’Italia. Di questi nuovi re di denari da cui dipende la nostra vita, infatti, si sa pochissimo: chi è il principe degli gnomi che ha raccolto l’eredità di Cuccia? Perché ha perso Mediobanca? E quanto ha guadagnato perdendo? Chi è l’uomo del monte che da Siena va all’assalto della fortezza di Milano? Chi sono gli sceicchi d’oro di Unicredit e San Paolo? E con chi si schierano il re del cemento Caltagirone e il leone francese di Generali? Quali sono le loro truppe? Le loro armi? E i loro scopi? In queste pagine troverete le risposte a tutte queste domande. E non sempre vi piaceranno.

Mario Giordano giornalista, saggista, autore e conduttore televisivo, ha diretto tra gli altri Studio Aperto, TGcom24 e il TG4. Dal 2018 conduce Fuori dal coro. È editorialista della “Verità”. L’ultimo libro, pubblicato nel 2022, è Tromboni (Rizzoli).

Venerdì 29 maggio ore 18.00 sala Privata Gustavo Zagrebelsky   Memoria di casa (Einaudi) Partecipa la prof.ssa Stefania Sandra.

«Accade che le tre fasi della vita, giovinezza, maturità, vecchiaia, siano in realtà due: quella in cui, consapevolmente, ci si allontana dalla matrice, e quella in cui, consapevolmente o inconsapevolmente, vi si ritorna».

In una villa nella campagna piemontese che assomiglia a una dacia russa, ed è insieme casa delle illusioni e delle disillusioni, una famiglia si riunisce per rievocare il tempo e le persone che non ci sono più. Soprattutto Jean e Lisín, che si incontrano e si innamorano nella Sanremo degli anni Venti. Lui, fascinoso e tormentato, rimarrà sempre un émigré alle prese con i suoi «giorni neri». Lei, testarda e saggia, di salde radici valdesi, cercherà per tutta la vita di sciogliere i nodi. Ma «fare memoria» non è semplicemente ricordare. È dare vita a chi l’ha perduta, rallegrarsi, affliggersi, chiedere scusa quando è il caso. È cercare di capire, senza giudicare.

Quando i fratelli Zagrebelsky vengono convocati dalle proprie figlie nella casa di famiglia, lo scopo è quello di ripercorrere il tempo perduto, scambiarsi aneddoti, rinsaldare un sentimento comune. I soggiorni al mare col nonno vestito di lino, i viaggi in macchina e la guida non proprio ortodossa, il cono gelato e le mani appiccicose, le notti nel letto con la nonna per vincere la paura del buio. Ma per chi si avvicina alla vecchiaia quei ricordi sono dettagli di un quadro più ampio, che forse oggi è possibile ricostruire facendosi finalmente le domande scansate nella giovinezza. È il terzo fratello, Gustavo, l’unico a portare un nome legato al ramo materno della famiglia, ad assumersi la responsabilità di raccontare, partendo non solo da un tempo lontano, ma anche da terre e vicende lontanissime. Perché Jean e Lisín – suo padre e sua madre – hanno alle spalle le storie di due minoranze per molti versi opposte: da un lato gli esuli russi, per i quali l’uguaglianza era stata la rovina, dall’altro i valdesi, per cui l’uguaglianza era stata la conquista. Sorpresi dallo scoppio della Prima guerra mondiale durante una vacanza a Nizza, gli Zagrebelsky (tra cui il padre appena cinquenne dell’autore) non torneranno mai più a casa, e in un appartamento di due stanzette a Sanremo, con vista sugli orti e sul gasometro, coltiveranno la nostalgia per il paese delle origini e il rimpianto per i privilegi perduti. È lí che nel 1926 Jean incontra Lisín, dolce e rocciosa insieme, figlia di un valdese tanto dedito al lavoro che persino sulla sua tomba compare il titolo di ingegnere. Come acque diverse riunite nello stesso fiume, i caratteri di Jean e Lisín scorrono paralleli, a due livelli diversi. Lui sempre convinto che le tempeste arrivino a sorpresa e che occorra tenersi pronti a parare i colpi. Lei invece sicura che la vita sia un gomitolo da districare, sempre capace di guardare oltre, perché ogni cosa «poi passa». Se nella vita non è stato difficile, per figli e nipoti, scegliere da che parte stare, questa «ricapitolazione critica» diventa l’occasione per comprendere più a fondo, e con piú affetto, la figura di un padre forse non «sradicato» ma di certo «spaesato», che nonostante il passaporto italiano rimarrà nell’intimo per sempre apolide, anche dentro la sua famiglia.

Gustavo Zagrebelsky è professore emerito di Diritto costituzionale all’Università di Torino. Fra le sue numerose pubblicazioni einaudiane, Il diritto mite (1992 e, in una nuova edizione, 2024), Imparare democrazia (2007), Sulla lingua del tempo presente (2010), Giuda (2011), Simboli al potere (2012), Fondata sulla cultura (2014), Liberi servi (2015), Senza adulti (2016), Diritti per forza (2017), Diritto allo specchio (2018), La Giustizia come professione (2021), La lezione (2022), Il dubbio e il dialogo. Il labirinto di Norberto Bobbio (2024) e Memoria di casa (2025).

2 giugno ore 16.00 Festa della Repubblica Il prof. Alfondo Celotto e l’avv. Giulia Guerrini presentano: Viva il Re!  Viva la Repubblica. 2 giugno 1946 La storia e le storie di un voto (Mondadori). A seguire concerto dell’Orchestra Sinfonica.

Alfonso Celotto, nato in provincia di Napoli, è avvocato e insegna Diritto costituzionale nell’Università “Roma tre”. Ha lavorato come Capo di gabinetto e Capo Ufficio legislativo di vari ministri. Viene spesso chiamato da giornali, radio e televisioni come esperto di burocrazia e di istituzioni. Attivo su social network e piattaforme digitali per avvicinare soprattutto i giovani alla comprensione e al rispetto della nostra Costituzione.

Tra i suoi libri: Il dott. Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale (Mondadori, 2014), La Corte costituzionale (il Mulino, 2018), È nato prima l’uomo o la carta bollata? (Rai Libri, 2020), L’enigma della successione (Feltrinelli, 2021), Fondata sul lavoro (Mondadori, 2022), La Costituzione presbite (Bompiani, 2022), Sudditi. Diritti e cittadinanza nella società digitale (Giuffrè, 2023).

Giulia Guerrini, viterbese classe ’85, è avvocato giuslavorista, specializzata in relazioni industriali e in situazioni aziendali complesse. Ha tre figlie con nomi di dee greche e un cane con il nome di un vento. Ama tutto lo sport e in particolare il canottaggio. Curiosa, sorridente, grande lettrice, è appassionata di teatro e di stelle e tarocchi, che studia e interroga anche per gli amici.

Sabato 6 giugno alle ore 16.00 nel teatro dell’Opera si terrà la -Cerimonia del Premio Letterario internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria. Verrà attribuito il Premio alla Carriera al Maestro Michelangelo Pistoletto.

Il 9 giugno alle    ore 17.30 per il ciclo “Casinò Culturae Festival “Daniele La Corte presenta: “Violino Stonato (Fusta editore)

Nel cuore del deserto africano, sotto un sole implacabile e con un equipaggiamento inadeguato, i soldati italiani combattono una guerra che sono destinati a perdere: la Campagna d’Africa. Un piccolo drappello di militari viene catturato dagli inglesi. Tra loro c’è il maresciallo Otello Botti che, pur fedelissimo al fascismo, conquista la stima dei nemici grazie ad abilità e rigore e riesce a tenere unito il gruppo durante quattro anni di prigionia nel campo britannico. Il suo compagno più fidato è un violino costruito con i resti di una cassetta per munizioni. La Corte racconta l’Italia violenta, in cui ogni forma di bellezza nasce distorta come un violino che non si accorda.

Martedì 16 giugno ore 17.00 In collaborazione con la  Famija sanremasca   Leone Pippione presenta: Storia di Sanremo 1861-1900 Gli anni nei quali Sanremo si apre all’Europa delle classi agiate. di Andrea Gandolfo. Partecipa il prof. Luca Lo Basso.

A luglio ed agosto i Martedì Letterari si spostano nel palco incontri a pian di Nave.

Questo il programma.

Una sera con i Martedì Letterari sul mare Spazi incontri pian di Nave ore 21.00

lunedì 6 luglio ore 21.00    

Antonio Caprarica

Come Donald Trump ha distrutto l’Occidente (Piemme)  

 Che lo si disprezzi o lo si ammiri, lo si odi o lo si ami, è indubbio che Donald J. Trump non possa lasciare indifferenti, o neutrali. Da rampollo di una famiglia immigrata dalla Germania a «palazzinaro» e protagonista del jet-set newyorkese fino a diventare per due volte presidente degli Stati Uniti, la sua è stata senz’altro una scalata straordinaria verso l’agognato potere. Ma a quale prezzo? The Donald forse non passerà alla storia come colui che «ha reso di nuovo grande l’America», ma certo un primato l’ha conquistato: nessun leader ha mai lastricato di tante bugie la propria via verso la vetta. Eppure, anche grazie alla sua diabolica abilità mediatica, nulla sembra scalfire la corazza che lo rende immune a qualsiasi attacco o passo falso. E lo stesso vale sul piano internazionale.

 Antonio Caprarica (Lecce, 30 gennaio 1951) è un noto giornalista, inviato di guerra e saggista italiano, celebre soprattutto come storico corrispondente Rai da Londra. Laureato in Filosofia, ha lavorato per carta stampata, radio e TV, distinguendosi per i reportage internazionali e i libri sulla famiglia reale britannica

Venerdì 17 luglio    ore 21.00

Serena Bortone

Le dirimpettaie (Rizzoli)   

C’è stato un tempo in cui la vita delle donne era solo una conseguenza del marito che si sposava. Poi è arrivato il Sessantotto e la rivoluzione sessuale che ha ribaltato radicalmente questo copione per le più giovani. Mentre le donne già sposate, strette nelle loro esistenze ordinate, si sono trovate all’improvviso travolte da mille pensieri di libertà. Come tre valchirie danzanti, Tina, Gabriella e Maria compiono la loro metamorfosi personale in un condominio romano di Talenti. Tre vite che si incontrano sul pianerottolo e piano piano diventano indispensabili l’una per l’altra, legate da un’amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche. Cresciute in un mondo che assegna ruoli rigidi alle donne, le tre amiche affrontano matrimoni spesso più di convenienza che sentimentali, maternità vissute tra dovere e ambivalenza, desideri repressi, tradimenti e improvvise fughe. Intorno a loro si muove un Paese in trasformazione: il boom economico, la Dolce Vita, l’emancipazione femminile, il divorzio. In un arco temporale che si estende dagli anni Sessanta al Capodanno del nuovo millennio, Serena Bortone ci regala tre donne indimenticabili, imprigionate in una vita dove il “buon matrimonio” non corrisponde a felicità. Gabriella rimugina e trova nei suoi pensieri la forza di scrollarsi di dosso un matrimonio stanco. Maria sogna e ogni tanto sparisce. Tina scopre l’eros e decide di tenerselo stretto. A ogni costo. “Le dirimpettaie” è un romanzo corale, vorticoso, irresistibile. Una storia che parla di noi, delle nostre madri, e di tutto quello che ci portiamo ancora addosso quando proviamo a scegliere la nostra vita.

Serena Bortone Serena Bortone è una giornalista di Rai Tre. Ha iniziato a lavorare sotto la direzione di Angelo Guglielmi, ed è stata poi caporedattrice, inviata, autrice e conduttrice per diversi programmi della rete (da Ultimo Minuto a Mi manda Raitre, da Telecamere a Tatami) occupandosi di cronaca, costume, inchieste e soprattutto di politica.

Mercoledì 29 luglio ore 21.00

Marcello Veneziani

Nietzsche e Marx si davano la mano (Marsilio)

5 maggio 1882. L’euforico autore di Aurora e di Gaia scienza e l’anziano rivoluzionario, senza barba, ormai al tramonto, si incontrano a Nizza. Entrambi sono reduci da traversate nel Mediterraneo alla ricerca del sole, del Sud e della salute. L’anno dopo morirà Marx e nascerà Zarathustra. Poi la follia scenderà su Nietzsche. Partendo da un artificio narrativo, Marcello Veneziani si avventura in un’impresa straordinaria, tra biografia e viaggio filosofico: ripercorrere le vite allo specchio dei due pensatori più controversi e allo stesso tempo più influenti della modernità. Evidenzia così i punti in comune tra la parabola umana e l’opera dei due giganti tedeschi: la predilezione per i greci e la teofobia, il sogno romantico, tra Prometeo e Dioniso. Ricostruisce genesi e forme delle divergenti passioni del figlio del pastore protestante e del nipote del rabbino: la natura, la solitudine e l’arte per Nietzsche; la storia, le masse e l’economia per Marx.

Marcello Veneziani vive tra Roma e Talamone. È autore di vari saggi di storia delle idee, filosofia civile e cultura politica, nonché di testi letterari e teatrali. Per Marsilio ha pubblicato Lettera agli italiani (2015), che ha ispirato un format teatrale portato in tour in tutta Italia, Alla luce del mito (2017), Imperdonabili (2017, edizione tascabile Ue 2021), Nostalgia degli dei (2019), Dispera bene. Manuale di consolazione e resistenza al declino (2020), La Cappa e Scontenti e il romanzo La leggenda di Fiore (2021).

Giovedì 20 agosto  ore 21.00

Andrea Vitali  

“I rimedi del dottor Aiace Debouché”, Garzanti.

Chiuso nel retrobottega della farmacia che ha da poco acquistato a Bellano, il dottor Aiace Debouché sta facendo i suoi conti e le sue valutazioni. È una sera di febbraio del 1920, ovattata dalla neve copiosa che ha imbiancato le rive del lago e coperto il paese di una coltre immacolata. Il risultato delle analisi del dottore appare quanto mai eloquente, ma la causa un po’ meno. Forse bisognerebbe indagare sulla scarsa varietà dell’alimentazione dei suoi nuovi concittadini, oppure verificare la presenza di una tara genetica che si tramanda di generazione in generazione; sta di fatto che data la frequenza con cui vengono richiesti alcuni tipi di farmaci è evidente che il malessere più diffuso in paese è la stitichezza. E lui, uomo di scienza dalle robuste ambizioni, si sente perciò investito del compito di trovare un rimedio potente e infallibile.

 Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway

Giovedì 27 agosto ore 21.00

 Concita De Gregorio

Di Mare in Figlia (Feltrinelli)

Di Madre in figlia (Feltrinelli editore) io che ti isola ti salva, è la vita che ti mette in pericolo… Marilù abita in cima a un’isola: sotto c’è il villaggio, in mezzo il bosco e infine la radura con la sua casa, dove nemmeno i frequenti incendi estivi possono raggiungerla. È una donna che affascina ma un po’ spaventa, perché porta con sé il fatto di essere stata molto libera negli anni più liberi del secolo scorso, gli psichedelici Settanta. Fin troppo, pensa sua figlia Angela, che sente di averne ricevuto soltanto trascuratezza. Ora Angela si trova costretta a malincuore ad affidarle per tre mesi la figlia Adelaide – che si fa chiamare Adè –, adolescente tanto attiva in Rete quanto insicura nel mondo e nel proprio corpo. In questa lunga estate nonna e nipote si ritrovano insieme dopo dieci anni, si conoscono e si riconoscono, mentre la madre irrompe con telefonate ansiose sul fisso di casa perché, come primo gesto, Marilù ha requisito il cellulare alla ragazza. Per Adè la vacanza non potrebbe cominciare peggio, invece a poco a poco diventa un’avventura.

Concita De Gregorio

Concita De Gregorio è giornalista e scrittrice, firma storica del quotidiano “la Repubblica”, ha lavorato per “Clarín”, per “El País”, ha diretto “l’Unità” dal 2008 al 2011. Ha ideato e condotto programmi per la radio e la tv tra i quali Cactus, Fuoriroma, Pane quotidiano.

Si è occupata di cronaca politica per più di trent’anni. I suoi articoli sul processo Andreotti e sul G8 di Genova sono stati inclusi in Giornalismo italiano 1860-2001 (Meridiani Mondadori, 2009). Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Non lavate questo sangue. I giorni di Genova (2001), Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto (2006), Malamore. Esercizi di resistenza al dolore (2008), Così è la vita. Imparare a dirsi addio (2011), Un giorno sull’isola. In viaggio con Lorenzo (2014), Mi sa che fuori è primavera (2015), Cosa pensano le ragazze (2016), Nella Notte (2019), In tempo di guerra (2019), Lettera a una ragazza del futuro (2021, con le illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio), Un’ultima cosa (2022, da cui è stato tratto lo spettacolo teatrale con musica dal vivo di Erica Mou e la regia di Teresa Ludovico) e In mezzo a un milione di rane e farfalle. Dove vanno le cose perdute (2024, con l’illustratrice Beatrice Alemagna).

Sabato 29 agosto ore 21.00

Maurizio De Giovanni 

Figli per i bastardi di Pizzofalcone (Einaudi)

È una calda notte di luglio quando in via Egiziaca a Pizzofalcone un’automobile investe Francesco Cascetta e scompare. Nessuno ha visto niente, non ci sono telecamere che aiutino a capire cosa è successo. Un’anziana insonne ha sentito un tonfo, si è affacciata al balcone e ha notato il corpo, tutto qui. È un mistero anche il motivo per cui l’uomo – noto medico patologo – si trovasse in quella zona a un’ora tanto tarda. Ma è subito chiaro che a uccidere Cascetta non è stato un pirata della strada: qualcuno lo voleva morto. Scoprire il colpevole sarà compito dei Bastardi, la più sgangherata e abile squadra di poliziotti della città. Le pressioni, al solito, non mancano. Se da un lato il loro lavoro è sempre sotto esame da parte dei superiori, dall’altro la loro vita privata non smette mai di complicarsi.

Maurizio De Giovanni

Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha raggiunto la fama con i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore, Anime di vetro, Serenata senza nome, Rondini d’inverno, Il purgatorio dell’angelo, Il pianto dell’alba, Caminito, Soledad e Volver (tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero). Dopo Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Einaudi Stile Libero 2016; Premio Scerbanenco), con I Bastardi di Pizzofalcone (2013) ha dato inizio a un nuovo ciclo contemporaneo (sempre pubblicato da Einaudi Stile Libero e diventato una serie Tv per Rai 1), continuato con Buio, Gelo, Cuccioli, Pane, Souvenir, Vuoto, Nozze, Fiori, Angeli, Pioggia e Figli, che segue le vicende di una squadra investigativa partenopea. Ha partecipato, con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli, all’antologia Giochi criminali (2014). Per Rizzoli sono usciti Il resto della settimana (2015), I Guardiani (2017), Sara al tramonto (2018), Le parole di Sara (2019) e Una lettera per Sara (2020); per Sellerio, Dodici rose a settembre (2019); per Solferino, Il concerto dei destini fragili (2020). Con Cristina Cassar Scalia e Giancarlo De Cataldo ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020). Sempre per Einaudi Stile Libero, ha pubblicato della serie di Mina Settembre Troppo freddo per settembre (2020) e Una Sirena a Settembre (2021). Molto legato alla squadra di calcio della sua città, di cui è visceralmente tifoso, de Giovanni è anche autore di opere teatrali. Dai suoi romanzi, sempre in vetta alle classifiche, sono state tratte fortunate fiction televisive. È tradotto in tutto il mondo.

A settembre nuova programmazione e Sabato 12 settembre ore 16.00 Cerimonia del Premio Letterario internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria Sezione Editi Narrativa e Saggistica.  

Programma maggio-agosto.

Martedì 5 maggio ore 16.30        

Storie di Donne 

Eleonora Puglia Zucchero filato e fili di acciaio (Armando De Nigris Editore)

Inaugurazione della mostra: Catalogo dei divani leggendari – Le copertine di Buduàr messe a nudo.” In collaborazione con Luccautori e Racconti della rete.

Giovedì 14 maggio ore 18.00 

 Alba Parietti e Federico Traversa 

 “ Don Gallo” Il Vangelo degli Ultimi (Creuza de Mar edizioni ——-)

  Martedì 19 maggio ore 16.30

 Riccardo Nencini

Mai stanca di vivere. Passioni e tumulti di Oriana Fallaci (Mondadori)

Partecipa il dott. Matteo Moraglia

26 maggio ore 16.30  

Mario Giordano

I re di denari. Intrighi, segreti e potere dei signori delle banche. Alle spalle dei risparmiatori (Rizzoli)

Venerdì 29 maggio ore 18.00 sala Privata

 Gustavo Zagrebelsky

Memoria di casa (Einaudi)

Partecipa la prof.ssa Stefania Sandra

2 giugno ore 16.00 Festa della Repubblica

Il prof. Alfondo Celotto e l’avv. Giulia Guerrini

Presentano:

Viva il Re!  Viva la Repubblica.

2 giugno 1946 La storia e le storie di un voto (Mondadori)

A seguire concerto dell’Orchestra Sinfonica.

6 giugno ore 16.00 Cerimonia del Premio Letterario internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria

 Premio alla Carriera al Maestro Michelangelo Pistoletto.

9 giugno    ore 17.30

Casinò Culturae Festival

Daniele La Corte

Violino Stonato (Fusta editore)

Martedì 16 giugno ore 17.00 In collaborazione con la Famija sanremasca   Leone Pippione presenta:

Storia di Sanremo 1861-1900 Gli anni nei quali Sanremo si apre all’Europa delle classi agiate

di Andrea Gandolfo

Partecipa il prof. Luca Lo Basso.

Una sera con i Martedì Letterari sul mare

Spazi incontri pian di Nave ore 21.00

lunedì 6 luglio ore 21.00    

Antonio Caprarica

Come Donald Trump ha distrutto l’Occidente (Piemme)    

Venerdì 17 luglio   

Serena Bortone

Le dirimpettaie (Rizzoli)   

Mercoledì 29 luglio

Marcello Veneziani

Nietzsche e Marx si davano la mano (Marsilio)

Giovedì 20 agosto  

Andrea Vitali  

“I rimedi del dottor Aiace Debouché”, Garzanti.

Giovedì 27 agosto  

Concita de Gregorio  

Di Madre in figlia (Feltrinelli editore)

Sabato 29 agosto

Maurizio De Giovanni 

Figli per i bastardi di Pizzofalcone (Einaudi)

Sabato 12 settembre ore 16.00

 Cerimonia del Premio Letterario internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria Editi

La redazione