CALOROSI APPLAUSI PER L’ORCHESTRA SINFONICA DI SANREMO (VIDEO E FOTO)

L’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta dal Maestro Giancarlo De Lorenzo ha presentato un programma dedicato a due grandi compositori dal titoloL’originalità evolutiva di Beethoven e di Haydn

Domenica 17 marzo alle ore 18.00 Teatro dell’Opera del Casinò continua il successo per i Concerti proposti dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo

Il M° Giancarlo De Lorenzo ha scelto per l’evento  uno dei talenti più interessanti del panorama pianistico internazionale: Nicolas Bourdoncle, nato a Aix-en-Provence nel 1998. Un autentico enfant prodige: ha debuttato a soli 10 anni come solista con le Orchestre Filarmoniche di Odessa, Chisinau e Tiraspol. Ha iniziato i suoi studi  con il padre, Michel Bourdoncle, noto pianista e musicologo. Successivamente ha proseguito gli studi a Parigi, Ginevra e Madrid con Roger Muraro, Nelson Goerner, Galina Eguiazarova e Denis Lossev. È stato allievo anche di Bernardo d’Ascoli. Nonostante la giovane età, Nicolas si è già esibito in più di venti paesi in recital, musica da camera e concerti con grandi orchestre. Ha vinto il Concorso pianistico internazionale di Hanoi nel 2012 e il Concorso pianistico internazionale «Premio Jaen» nel 2019.

Il programma del pomeriggio di Domenica :
 “Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in Sol maggiore op. 58” composto da Ludwig van Beethoven tra il 1805 e il 1806 ed eseguito nel marzo 1807 nel palazzo del principe Lobkowitz, mentre il primo concerto pubblico si tenne il nel dicembre 1808 al Teatro An der Wien. In entrambi i casi fu Beethoven stesso a suonarlo, come era consuetudine per i compositori dell’epoca, che eseguivano (e dirigevano) la propria musica. Per il pubblico di inizio ottocento questo Concerto rappresentò una novità dirompente rispetto alla tradizione del concerto solista.
Molti gli aspetti che colpiscono il pubblico. Tra i più evidenti quanto accade nel secondo movimento quando l’orchestra è ridotta ai soli archi, che si alternano al pianoforte, instaurando un “dialogo”, quasi uno scambio di vedute contrastanti che si fa a mano a mano più serrato, finché il pianoforte si esibisce in una lunga frase malinconica, alla quale l’orchestra replica in tono sommesso.

Dopo questo capolavoro “rivoluzionario” di Beethoven, l’Orchestra ha eseguito magistralmente

 “La Sinfonia N. 101 in Re Maggiore” di Franz Joseph Haydn; una delle dodici che compose su commissione dell’impresario inglese Salomon. È una tra quelle legate ad un viaggio del compositore a Londra. Fu eseguita a marzo del 1794, diretta dallo stesso autore. Rispetto alle precedenti, le Sinfonie londinesi presentano novità espressive strettamente legate al gusto del pubblico inglese che era meno legato alle convenzioni musicali e più desideroso di nuovi stimoli. Haydn cura anche alcuni aspetti “descrittivi” sicuramente apprezzati dai frequentatori delle sala da concerto. Molte sue sinfonie, infatti, hanno un titolo che le contraddistingue. Nel caso della Sinfonia N. 101 il motivo per cui si intitola “La pendola” è da ricercare nell’accompagnamento di fagotti e archi pizzicati nel secondo movimento, che ricorda il tic-tac dell’orologio.

M. C.