“TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA” AL TEATRO CAVOUR DI IMPERIA SABATO 21 FEBBRAIO 2026
Sabato 21 febbraio 2026, ore 21
TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA
Di NATALIA GINZBURG
Con MARIANELLA BARGILLI e GIAMPIERO INGRASSIA
e con LUCIA VASINI, Claudia Donadoni, Viola Lucio
scenografie Fabiana Di Marco
costumi Pamela Aicardi
regia Emilio Russo
produzione Tieffe Teatro Milano, Compagnia Molière, Teatro Quirino
Durata 2 ore con intervallo
PROSA COMMEDIA
Biglietti: intero primo settore 25 €, ridotto 20 €
intero secondo settore 20 €, ridotto 18 €
intero galleria 18 €, ridotto 15 €
Biglietteria del teatro: via Felice Cascione 35, Imperia – Tel. 0183 1940197, biglietteria@teatrocavour.it
Apertura: mar-ven 9.30/12; mer anche 17.30/20 – Biglietteria on line www.mailticket.it
Biglietteria aperta un’ora prima degli spettacoli
Aggiornamenti su www.teatrocavour.it Instagram e Facebook di Teatro Pubblico Ligure
Facebook del Teatro Cavour La vertigine della vita di una coppia sposata da una settimana tra convenzioni e anticonformismo, con un menu che – chissà perché – prevede sempre e solo melanzane alla parmigiana. È ricca di comicità e di sincerità brutale la commedia “Ti ho sposato per allegria” di Natalia Ginzburg, in programma al Teatro Cavour di Imperia sabato 21 febbraio 2026 alle ore 21, in abbonamento nella Stagione 25/26 con la direzione artistica di Sergio Maifredi. In scena un cast di attori noti formato da Giampiero Ingrassia, figlio di Ciccio Ingrassia componente dell’indimenticabile duo comico Franco e Ciccio, Marianella Bargilli, diretta in teatro da Alfredo Arias e Andrée Ruth Shammah tra i molti altri, Lucia Vasini, attrice con Dario Fo e Franca Rame, Gabriele Salvatores, Paolo Rossi solo per fare qualche esempio, Claudia Donadoni e Viola Lucio, con la regia di Emilio Russo. Scenografia di Fabiana Di Marco e costumi di Pamela Aicardi, produzione Tieffe Teatro, Compagnia Molière e Quirino srl. Biglietti primo settore intero 25 euro; ridotto 20 euro, secondo settore intero 20 euro e ridotto 18 euro; galleria intero 18 euro, ridotto 15 euro. Biglietteria del teatro in via Felice Cascione 35, a Imperia, tel. 0183 1940197, biglietteria@teatrocavour.it Biglietteria on line www.mailticket.it Biglietteria aperta un’ora prima degli spettacoli, dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12, il mercoledì anche dalle 17.30 alle 20. Aggiornamenti su www.teatrocavour.it
“Ti ho sposato per allegria” è la prima delle undici commedie di Natalia Ginzburg. La scrive nel 1965, tre anni dopo avere vinto il Premio Strega con il suo capolavoro “Lessico famigliare”. Come in quasi tutta la sua produzione affronta ancora temi eterni come l’amore, le relazioni, le madri, la morte, la diseguaglianza sociale. E ancora una volta ne parla quasi senza parlarne raccontando storie in apparenza semplici e familiari con la lingua concreta di tutti i giorni. Giuliana (Bargilli) e Pietro (Ingrassia), moglie e marito da una settimana e dopo qualche settimana di conoscenza, come si comportano? Il loro rapporto può andare avanti con allegria? Che poi a ben vedere non è tanto nell’embrione di ménage familiare che i due stanno affrontando, non c’era nelle premesse (lei ragazza randagia sull’orlo del suicidio, lui non certamente ricco di sentimenti) e non sappiamo se questa allegria ci sarà in seguito. C’è invece una quasi paradossale sincerità nel mostrarsi per quello che si è, in una commedia né buonista, né consolatoria. Da intellettuale militante e femminista, Natalia Ginzburg non può (come d’altronde in tutta la sua opera e la sua vita) che occuparsi del cambiamento che sente sotto pelle e vede nei comportamenti e nelle strade. Ma lei lo fa con leggerezza, fa volare in cielo parole tabù come aborto e divorzio, facendo capire al pubblico borghese dei teatri dell’epoca che queste saranno conquiste inevitabili, che indietro non si torna (per il divorzio ci vorranno ancora una decina d’anni, per l’aborto quindici). Non c’è da scandalizzarsi. L’amore è libero.
«Natalia Ginzburg – scrive il regista Emilio Russo – ha detto: “Ero molto triste e poi scrivendo è venuta fuori una cosa allegra”. Ecco forse è un’indicazione opportuna. L’allegria deve venire quasi da sola, così come la comicità, tra le pieghe di una storia ricca di sfumature tra disincanto e tenerezza, il tutto miscelato con una certa dose di nostalgia, forse anche di rabbia per un mondo che non è poi andato così come doveva andare. Per questo sono convinto che non sia opportuno modificare, adattare o tanto meno modernizzare il testo. Sono convinto che vada contestualizzato a quella metà degli anni 1960 – così lontani e così vicini – e far risuonare parole e situazioni al cuore e all’intelligenza del pubblico del tempo presente».
La redazione




