“IL GRANDE RACCONTO DELLA GEOMETRIA” AL TEATRO CAVOUR DI IMPERIA

IL GRANDE RACCONTO DELLA GEOMETRIA

30 ottobre 2025 – 22 gennaio 2026

Un progetto di Sergio Maifredi e Piergiorgio Odifreddi

Con

PIERGIORGIO ODIFREDDI

Giovedì 22 gennaio 2026 ore 21.00

LA MATEMATICA DEGLI ARABI

Biglietto primo settore: 15 euro intero; 12 euro ridotto. Biglietto secondo settore: 12 euro intero; 10 euro ridotto

Biglietteria del teatro: via Felice Cascione 35, Imperia – Tel. 0183 1940197, biglietteria@teatrocavour.it

Apertura: mar-ven 9.30/12; mer anche 17.30/20 – Biglietteria on line www.mailticket.it

Bar del teatro e biglietteria aperti un’ora prima degli spettacoli

Sono stati gli arabi a gettare le basi della moderna geometria. Lo racconta Piergiorgio Odifreddi nel terzo e ultimo spettacolo della rassegna “Il grande racconto della geometria”, ovvero “La matematica degli arabi”, in programma giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 21 al Teatro Cavour di Imperia, nella Stagione 25/26 con la direzione di Sergio Maifredi. «Per comprendere la geometria moderna – spiega Odifreddi – dobbiamo iniziare dagli arabi. L’algoritmo è un’invenzione araba. Le funzioni stesse, benché già usate in pratica dagli Egizi, furono isolate in teoria soltanto nel IX secolo dagli Arabi. In particolare, la prima tavola di tangenti è dovuta a al-Khuwarizmi, dal cui nome deriva il termine “algoritmo”. E la prima tavola di cotangenti è dovuta a Al-Mervazi, che veniva chiamato “il calcolatore”. Come dimostrano i nomi appena citati, a questo punto il testimone della matematica era ormai passato nelle mani degli arabi. Si era così conclusa l’era eroica della geometria classica».

“Il grande racconto della geometria”, con “La matematica degli indiani”, “La matematica dei greci” e “La matematica degli arabi” con cui l’evoluzione della geometria è strettamente intrecciata, si propone di sfidare i luoghi comuni che chiudono in compartimento stagni le materie umanistiche, senza farle dialogare con la totalità del sapere con cui sono inevitabilmente connesse, scienza compresa. Un ribaltamento di prospettiva illustrato dal matematico e saggista Piergiorgio Odifreddi, con il suo inconfondibile stile rigoroso, logico e divertente per la sorpresa che può suscitare e le scintille d’intelligenza che stimola, in nome della libera circolazione delle idee.

Biglietto primo settore: 15 euro intero; 12 euro ridotto. Biglietto secondo settore: 12 euro intero, 10 euro ridotto. La biglietteria è aperta dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12, il mercoledì anche dalle 17.30 alle 20, in via Felice Cascione 35 (telefono 0183 1940197, mail biglietteria@teatrocavour.it Bar e biglietteria sono aperti, inoltre, un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.

PIERGIORGIO ODIFREDDI

Piergiorgio Odifreddi (1950) ha studiato matematica in Italia, Stati Uniti e Unione Sovietica, insegnato logica matematica presso l’Università di Torino e la Cornell University (Usa), e collaborato con La Stampa, Repubblica e Le Scienze. Nel 2011 ha vinto il Premio Galileo per la divulgazione scientifica. I suoi libri divulgativi più noti sono Le menzogne di Ulisse (2004) sulla logica, C’è spazio per tutti (2010) sulla geometria, e Il museo dei numeri (2013) sull’aritmetica. È autore di best-seller che hanno diviso i lettori tra ammiratori e detrattori, quali Il Vangelo secondo la Scienza (1999), Il matematico impertinente (2005), Perché non possiamo essere cristiani (2007), Il dizionario della stupidità (2016) e La democrazia non esiste (2018). Ha discusso per nove anni di fede e ragione con Benedetto XVI, pubblicando con il papa emerito Caro papa teologo, caro matematico ateo (2013) e In cammino alla ricerca della verità (2022). I suoi ultimi libri scientifici sono Il Dio della logica (Longanesi, 2018), Il genio delle donne (Rizzoli, 2019), Ritratti dell’infinito (Rizzoli, 2020), Sorella scimmia, fratello verme (Rizzoli, 2021) e Lampi di genio (De Agostini, 2023). Per Raffaello Cortina ha pubblicato Il computer di Dio (2000), La repubblica dei numeri (2002), Pillole matematiche (2022), A piccole dosi (2023), C’è del marcio in occidente (2024) e Incontri ravvicinati tra le due culture (2025).

La redazione