Concerto pianistico a Plan Détruit

 14 Agosto, ore 17

Plan Détruit, Doues

PIANO SOLO AND TALKS

Dado Moroni pianoforte

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Un recital pianistico a 2000 metri circa, immersi in un panorama mozzafiato, a Plan Détruit, tenuto da uno dei jazzisti italiani più rinomati a livello internazionale.

“Non sono mai stato capace di decidere a priori la scaletta di un concerto…sono fatto così. Dipendo troppo da come mi sento, dalle vibrazioni che mi dà lo strumento che suono, dall’acustica del luogo, da ciò che ho vissuto qualche ora prima. Quindi, come in tutti i miei concerti, mi siedo al piano, metto giù le mani e vedo che cosa succede…in ogni caso io vivo i concerti come momenti di saluto, di ringraziamento verso chi mi ascolta, chi mi ha influenzato, verso i miei affetti. Spesso succede che magari durante un’improvvisazione suoni qualcosa che mi ricorda Monk o Erroll Garner…e faccio loro un piccolo saluto musicale. Mi piace lasciarmi portare dalla musica stessa “salutando” alcuni miei eroi come Duke, Billy Strayhorn, Rodgers& Hart e tutto l’American Songbook e magari suonare brani scritti da me dedicati a persone o situazioni che mi hanno particolarmente colpito. Un viaggio nei miei sogni e nei miei affetti… ” Così descrive lo spirito del concerto il suo protagonista, il musicista Dado Moroni.

Una specie di storia del Jazz attraverso gli occhi di un bambino che se ne innamorò.

Non è uno spettacolo autoreferenziale, bensì la descrizione di come un bimbo, negli anni Sessanta e che guardava pure Carosello, venisse però catturato dai suoni dei dischi dei suoi genitori. Così, attraverso gli standards dei grandi del Jazz, oggi racconta il suo viaggio musicale fino ai giorni nostri. Partendo da Armstrong e da Fats Waller, passando da Ellington, Parker, Peterson fino ad arrivare a Evans, Coltrane etc. “Un grande nome del Jazz in una data importante – commenta Federico Bagnasco, direttore artistico del Festival Combin en Musique – e in una cornice incredibile non può che marcare positivamente questa data spartiacque della manifestazione. Il concerto si svolgerà esclusivamente in acustico: ci interessa lavorare intorno alla sorgente sonora, tanto che il pubblico potrà raccogliersi nel rispetto delle normative anti-covid e col giusto distanziamento intorno al protagonista, in una dimensione più intima, sfatando la prassi di tanti concerti jazzistici con amplificazione.

Certo, c’è il limite di sentire di meno al crescere della distanza, è ovvio, ma fruire di un evento come questo, amalgamato all’interno del paesaggio sonoro, penso sia impagabile”.

Al giro di boa di agosto è anche tempo di primissimi bilanci per il Combin en Musique: “Il Festival sta andando bene – conclude il M° Federico Bagnasco- sia per interesse sia per partecipazione, nonostante il maltempo abbia costretto a cambiare le location in alcuni casi. Ringrazio il nostro pubblico, sempre molto partecipe e appassionato, oltre agli Enti che ci stanno sostenendo”.

La kermesse Combin en Musique è ideata e curata dall’associazione culturale Combin en Arts, realizzata col sostegno del Consiglio Valle, dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali, Turismo, Sport e Commercio e dei Comuni di Doues, Ollomont e Valpelline.

IL LUOGO

Plan Détruit è un pianoro situato a poco più di 2000 m di altitudine al di sotto del Colle di Champillon, che mette in comunicazione con la Valle del Gran San Bernardo: è un’ampia distesa di pascoli attraversata dall’acque del Ru de By, costruito nel XV secolo, che attinge l’acqua dai ghiacciai della Conca di By, a 2200 m, e attraversa orizzontalmente la montagna per arrivare agli alti pascoli di Ollomont e Doues. Dal XI secolo questi luoghi furono teatro di sanguinose battaglie per il predominio territoriale tra vallesani e valdostani (da ciò probabilmente deriva il nome Plan Détruit, piano distrutto). Da questa conca è possibile ammirare in tutta la sua maestosità il Grand Combin con i suoi 4000 m, ma svolgendo lo sguardo anche il Mont Velan e il Mont Gelè.

L’ACCESSO AI CONCERTI DEL COMBIN EN MUSIQUE É GRATUITO, TUTTAVIA È RICHIESTO L’ADEGUAMENTO ALLA NORMATIVA VIGENTE  (Green Pass).

BIO

DADO MORONI

Edgardo Dado Moroni nasce a Genova nel 1962 e venne in contatto con la musica jazz molto presto, grazie alla collezione di dischi dei suoi genitori, e iniziò a suonare il pianoforte all’età di 4 anni. Oggi Moroni è uno degli italiani più stimati negli USA (uno dei pianisti preferiti dal grande Ron Carter), un vero e proprio caso di super “musicians” musician.

Ha suonato in Italia e all’estero con Clark Terry, Chet Baker, Billy Cobham, Freddie Hubbard, Dizzy Gillespie, Jimmy Owens; un approccio allo strumento straordinario, che tocca nel profondo chi ascolta questo ex enfant-prodige del pianoforte. Dado iniziò la sua carriera professionistica a 14 anni, suonando in tutta Italia con alcuni dei più importanti musicisti italiani come Franco Cerri, Tullio De Piscopo, Luciano Milanese, Gianni Basso, Sergio Fanni e Massimo Urbani, e a 17 anni registrò il suo primo album in trio con Tullio de Piscopo e il bassista americano Julius Farmer. Ha partecipato ad un numero impressionante di festival internazionali, sia in Europa sia negli States, collaborando con artisti come Phil Woods, Tom Harrel, Johnny Griffin, Niels-Henning Oersted Pedersen, Tony Scott, Wynton Marsalis, Freddie Hubbard, Harry “Sweets” Edison, Ron Carter e molti altri ancora. Ha fatto parte dell’organico di due gruppi storici quali la Paris Reunion (con Joe Henderson, Woody Shaw, Curtis Fuller, Johnny Griffin e Jimmy Woode) e la Mingus Dynasty (con Danny Richmond, Jinny Knepper, John Handy, Craig Handy e Reggie Johnson). Recentemente ha costituito un quintetto chiamato “the cube” con Andrea Dulbecco, Riccardo Fioravanti e due batteristi, Stefano Bagnoli ed Enzo Zirilli. Notevole la discografia a suo nome: si segnalano le recenti pubblicazioni con Tom Harrell , “Humanity” in duo e “The cube” con il quintetto da lui capitanato. Recente invece “La vita è bella” con Bob Mintzer, Joe La Barbera (già batterista dell’ultimo trio di Bill Evans) e Riccardo Fioravanti.

La redazione