Sanremo – Dramma musicale russo “Chi avrà perseverato sino alla fine”

 

“Chi avrà perseverato sino alla fine”

Martedì  24 ottobre 2017 nella Sala Biribissi del Casinò di Sanremo è stato presentato in conferenza stampa lo spettacolo “Chi avrà perseverato sino alla fine”,  dramma musicale sulla famiglia dell’ultimo Imperatore russo Nicola II, che andrà in scena il 30 ottobre 2017  al teatro del Casinò Municipale di Sanremo, con la Regia di Olga Malikova.

I tragici avvenimenti che hanno segnato gli anni della rivoluzione russa, di cui nel 2017 ricorre il centenario, saranno rievocati da una troupe di attori di San Pietroburgo, che accompagneranno la recitazione (in lingua russa, con sottotitoli in italiano), con la proiezione di immagini d’epoca e con canzoni popolari e militari russe, inni spirituali, trascrizioni  moderne di composizioni classiche.

Lo spettacolo “Chi avrà perseverato fino alla fine” è opera dell’autore Olga Malikova ed è presentata in un formato esclusivo: è composto da 17 parti – un numero che ha ripetutamente svolto un ruolo fatale nella vita di Nicola II.

Gli interpreti sono Savelij Andreev (tenore), Andrei Timoševskij (tenore), Petr   Zacharov (baritono), Alexander Baškatov (basso); la regista e protagonista è Olga Malikova (ruolo   drammatico).

Ricordando i tragici eventi di quei giorni terribili per la Russia e ripensando agli eventi di oggi, lo spettacolo vuole  incoraggiare le persone di qualsiasi paese a capire quanto sia terribile l’odio, lo spargimento di sangue e la distruttività di qualsiasi guerra, in qualsiasi momento, in qualsiasi paese.

La realizzazione dello spettacolo ha avuto il sostegno del Comune di Sanremo e del Casinò Municipale, della Chiesa Russa Ortodossa di Sanremo e dell’Hotel Royal. Sono invitati il Sindaco di Sanremo e il Console Generale della Federazione Russa di Genova.

I fondi raccolti dallo spettacolo saranno destinati al restauro della Chiesa Russa Ortodossa di Sanremo.

Organizza lo spettacolo l’Associazione Internazionale “La scène Russe de France”.

Il 17 luglio 1918 la famiglia dell’ultimo imperatore russo Nicola II, che aveva abdicato a favore del fratello dopo la rivoluzione di febbraio 1917 , venne fucilata nella città di Ekaterinburg, e bolscevichi degli Urali cercarono di far scomparire per sempre i corpi in una cava abbandonata.

La figura di Nicola II, a lungo discussa per il suo ruolo nei drammatici avvenimenti di inizio Novecento, è stata riabilitata di recente e il 15 agosto 2000 l’ultimo zar è stato canonizzato assieme a tutta la sua famiglia dalla Chiesa Ortodossa russa, Patriarcato di Mosca, dopo un dibattito durato ben otto anni.

Oggi a Ekaterinburg, sul luogo in cui furono gettati i resti della famiglia Romanov si erge un complesso monumentale, con una chiesa e un monastero dedicato ai Santi Martiri Imperiali. La definizione di “martire” attribuita a Nicola II e ai suoi corrisponde al termine russo  “colui che ha sofferto la passione”, un tipo di martirio molto tipico della spiritualità  russa, non necessariamente legato alla professione di fede in punto di morte.

La redazione