Apricale “… e le stelle stanno a guardare” 27^ edizione

APRICALE

… e le stelle stanno a guardare

27ª edizione

Dal 5 al 15 agosto – Apricale (Im)

…e le stelle stanno a guardare

LA MACCHINA DEL TEMPO

viaggio nella memoria di un uomo comune

di Emanuele Conte, Amedeo Romeo, Marco Lubrano e Alessandro Bergallo
regia Emanuele Conte
costumi Daniela De Blasio
luci Matteo Selis
con Alessandro Bergallo, Nicholas Brandon, Enrico Campanati, Massimiliano Caretta, Alessandro Damerini, Pietro Fabbri, Lisa Galantini,  Susanna Gozzetti, Marco Lubrano,  Roberto Serpi, Graziano Sirressi, Mariella Speranza

direttore di scena Roberto D’Aversa

capo macchinista Marco Lubrano

attrezzista Renza Tarantino

fonico Massimo Calcagno

macchinisti Fabrizio Camba, Kyriacos Christou,  Giovanni Coppola

elettricisti Davide Bellavia, Gianluca Selis

costruzioni Carlo Garrone

sartoria (stage)Carolina Tonini, Agnese Fiori Sulas

produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

 

Ventisette estati di spettacoli, magie e sorprese.

Il rapporto tra Apricale e il Teatro della Tosse va avanti dal 1990, dalla prima edizione della rassegna … e le stelle stanno a guardare.  Ogni agosto attori, registi e maestranze del teatro genovese si spostano nelle strette vie del borgo medioevale per mettere in scena uno spettacolo a stazioni sempre nuovo.

La rassegna “…e le stelle stanno a guardare” è realizzata grazie al sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali, Regione Liguria e Comune di Apricale.

Quest’anno lo spettacolo prende spunto da uno dei grandi sogni dell’uomo: viaggiare nel tempo. In scena in Prima Nazionale dal 5 al 15 agosto La macchina del tempo di Emanuele Conte, Amedeo Romeo, Marco Lubrano e Alessandro Bergallo regia di Emanuele Conte.

Poter visitare il passato e il futuro, rivedere se stessi in momenti cruciali della propria esistenza, protagonisti inconsapevoli degli eventi che hanno cambiato il mondo e che fanno la Storia è stato da sempre una fantasia dell’uomo.

Artisti e scienziati si sono dedicati ad immaginare modi e conseguenze dei viaggi nel passato e nel futuro.

E se fosse già possibile? Se spostarsi da un’epoca all’altra non fosse solo una meravigliosa utopia?

La Tosse ha scelto di invitare gli spettatori a viaggiare nel tempo, per assistere al più itinerante tra gli spettacoli itineranti. Gli spettatori saranno immersi nelle vicende di un passato che hanno già vissuto ma che ritroveranno nei racconti di  personaggi bizzarri, divertenti, romantici, malinconici e curiosi, pronti a raccontare la propria versione dei fatti tra i vicoli e le piazze di uno dei borghi più belli d’Italia.

In un’enorme ragnatela posta al centro della piazza una farfalla resta impigliata, disperata chiede al ragno di liberarla. Non ha tempo da perdere, la sua esistenza dura solo un giorno e in poche ore deve fare tutto quello che solitamente si fa in un esistenza, servirebbe più tempo, si dovrebbe avere la possibilità di muoversi a piacimento avanti e indietro negli anni.

Inizia così il viaggio tra epoche ed episodi diversi della storia: lo sbarco sulla luna, la seconda guerra mondiale, Piazza Tienammen, il passaggio Lira Euro, la guerra fredda, le elezioni del dopoguerra e le emigrazioni degli anni 30 verso l’America.

I vicoli di Apricale, che da tante direzioni affluiscono alla piazza, saranno trasformati in altrettante porte che si apriranno sul passato. Gli spettatori precipiteranno nei momenti cruciali della Storia, protagonisti inconsapevoli degli eventi che hanno cambiato il mondo.

Un percorso poetico e divertente tra gli avvenimenti di un passato recente che costituiscono i ricordi di tutti noi – quelli che abbiamo vissuto e quelli che sono diventati nostri grazie ai racconti degli altri.

I protagonisti della Storia non sono sempre quelli i cui nomi si trovano sui libri di scuola, sono eroi senza nome, persone semplici, inconsapevoli della propria importanza, che si sono trovate al posto giusto al momento giusto, o al posto sbagliato al momento sbagliato.

In scena tra le piazze e le vie di Apricale mischiati tra la gente gli attori della Compagnia del Teatro della Tosse:Bergallo, Nicholas Brandon, Enrico Campanati, Massimiliano Caretta, Alessandro Damerini Pietro Fabbri, Lisa Galantini,  Susanna Gozzetti, Marco Lubrano,  Roberto Serpi, Graziano Sirressi e Mariella Speranza. I costumi realizzati dalla sartoria della Tosse sono firmati da Daniela De Blasio, alle luci Matteo Selis.

 

Biglietti:

intero 16 euro / ridotto 14 euro

ridotto € 8 per ragazzi fino a 14 anni

 

APRICALE

Il borgo medievale di Apricale ( 570 ab. / 291 mt. s.l.m. ) è situato nell’entroterra di Bordighera e Ventimiglia a 13 Km dal litorale. Il suo nome deriva da “Apricus ” : esposto al sole. Circondato e protetto dalla catena delle Alpi Marittime gode di un ottimo clima. Le sue origini si perdono nella preistoria come testimoniano i tumuli sepolcrali dell’età del bronzo rinvenuti in località ” Cian deu Re “. Il borgo attuale fu eretto a partire dal IX secolo intorno al Castello dei Conti di Ventimiglia e dal 1270 in poi appartenne ai Doria di Dolceacqua. Gli statuti rurali del 1267, i più antichi della Liguria, restaurati recentemente, sono esposti in un’apposita sala dedicata al Medioevo, nell’ambito del museo tematico, ivi allestito presso il Castello della Lucertola. Le norme in esso convenute regolavano la vita del paese nel XIII secolo. SI notano in essi una certa ancestralità e crudeltà: i colpevoli d’omicidio venivano sepolti vivi con le loro vittime, le adultere decapitate, gli accusati di incendi, guasti e furti di bestiame dovevano provare la loro innocenza trasportando senza bruciarsi un ferro rovente per nove piedi. Le principali bellezze artistiche ancora ben conservate, sono le mura medioevali, l’arco acuto e il castello con il giardino pensile. L’oratorio di San Bartolomeo, conserva invece un polittico su legno del 1544 mentre la parrocchiale della Purificazione di Maria è stata completamente rifatta nel secolo scorso. Nella parte bassa del paese risulta invece assai caratteristica la chiesa di Santa Maria Alba di ascendenza medioevale. Presso questo edificio sacro è altresì interessante rammentare l’esistenza di una piccolo fonte giudicata di qualità terapeutiche e molto venerata dai fedeli del luogo. Di grande e piacevole interesse sono poi i “Murales”, affreschi di artisti moderni che, dipinti negli angoli più caratteristici del borgo, contribuiscono a distinguerlo con l’appellativo di paese degli affreschi

La redazione